A maggio in Perù

Peru
Diario di: Grazia
Autore: Grazia F.
Goteller: Privato
Categoria: turismo culturale
Creato il: 15/09/2010
Data Da: 01/05/2010
Data A: 14/05/2010
Licenza: Creative Commons License
Nazioni: Peru
Località principale: lima
Posti visitati: Saline di Maras, Machu Picchu, Aguas Caliente, Pisaq, Cuzco, Lago Titicaca, Chivay, Arequipa, oasi di Hucachina, Nazca
Parole chiave: Inka cola, ciccia morada, Pisco Sour

Nel mese di maggio, in 12 amici, non giovanissimi ma molto sportivi, abbiamo deciso di realizzare un vecchio sogno: visitare il Perù. Ci siamo rivolti a un’agenzia locale »Pérou Insolite »per prenotarci un veicolo con austista, alberghi e organizzarci un programma di circa due settimane per vedere e visitare Lima, le linee di Nazca, il canyon Colca , Arerquipa, il lago Titicaca, Cusco, la Valle degli Inca e il Machu Picchu. Non ce ne siamo pentiti : il circuito era ben preparato, corrispondeva esattamente alle nostre esigenze e l’assistenza medica richiesta per due persone del gruppo (siamo saliti fino a 4900 metri !). rapida e eficace.

Siamo atterrati a Lima soprannominata « la grigia » per via dell'eterna foschia dovuta al fatto che è.incastrata fra il Pacifico e la Cordigliera, non piove quasi mai e il sole si vede di rado.  Passeggiando lungo il Pacifico, si arriva in centro sulla bella piazza d'Armi, con il palazzo presidenziale, la cattedrale e le curiose catacombe.  Verso sera è piacevole fermarsi in un uno dei tanti bar intorno alla piazza per sorseggiare un bicchiere della bevanda nazionale, il « Pisco Sour » (cocktail a base di alcool, uva bianca, bianco d'uovo, succo di limone verde, zucchero e ghiaccio) : una vera delizia , o di « ciccia morada » (bevanda rinfrescante e non alcolica a base di maïs nero) o una « Inka cola ».Il cibo non è eccezionale in Peru : minestra a base di quinoa (il riso degli Inca) porcellino d'india (piatto nazionale) alpaca, pollo, trote salmonate sulla Cordilliera, patate (ce ne sono 3000 specie !) ma tanta bella frutta.

L'indomani, prima de arrivare a Nazca, abbiamo fatto un'interessante gita in barca intorno alle isole rocciose Ballestas, riserva naturale con migliaia di uccelli di mare dove abbiamo osservato sterne, pellicani, otarie, foche, leoni di mare, pinguini, enormi stelle marine e granchi rossi ecc.  Raccomandato un cappello in testa !!!

Altra sosta : l'oasi di Hucachina, punto di partenza per un tour in buggy attraverso il deserto e nelle favolose dune di sabbia.

Esiste in Perù un'antichissima razza di cani senza peli, molto brutti, rossi o rosa all'ombra,, neri al sole. Protetti come « patrimonio nazionale » hanno una temperatura alta e gli indigeni li usano come borse d'acqua calda.

La sosta successiva fu Il sorvolo in piccolo aereo delle stupende e impressionanti e sino ad oggi misteriose linee di Nazca : un'esperienza unica.

Proseguendo lungo la strada a strapiombo che costeggia la costa selvaggia e arida del Pacifico, visitamo cimiteri precolombiani all'aria aperta (mumnie di più di 1000 anni), e arriviamo ad Arequipa, la bellissima città bianca, circondata da tre vulcani, patrimonio dell'Unesco, per ammirare case e palazzi di archittetura coloniale nonché visitare il bel monastero di Santa Catalina.

Il viaggio continua e si sale sull'altipiano a più di 4000 metri per scoprire la fauna locale : vigogne, lama, alpaca e viscachas (conigli con una coda da scoiatolo) e più avanti, in un piccolo centro veterinario che accoglie e cura animali feriti,,  abbiamo potuto avvicinare spendidi papagalli, condor e puma.

 Ed eccoci arrivati al delizioso paesino di Chivay col suo mercato locale, dove tutti gli abitanti indossano meravigliosi costumi coloratissimi e le donne cappelli ricamati e di fatture diverse. Gli indiani, anche se molto vecchi, non hanno capelli bianchi o grigi, gli uomini non conoscono la calvizie e spesso sono imberbi.

Dopo una notte di riposo per abituarci all'altitudine, ripartiamo prestissimo per arrivare al sorgere del sole sul mirador che domina il canyon Colca e ammirare il volo maestoso e impressionante dei condor (hanno un apertura di ali di 3 o 3,50 metri !). Escono del loro nido situato in fondo al canyon e volano a pochi metri sopra di noi per riscaldarsi e asciugarsi le ali dopo la notte sempre fredda e umida a queste altitudini.

La sosta seguente è il lago Titicaca, il lago più alto del mondo (3810 metri) con una superficie di 8560 .E' diviso fra Perù e Bolivia.  Visitiamo le isole galleggianti (oggi ricostruite) dove vivono tuttora gli indiani Uros.  Passiamo la notte su una delle tante isolette del lago, alloggiati nelle case degli abitanti, quasi tutte sprovviste di acqua corrente ed elettricità.  Si cena con tutta la famiglia, a lume di candela.  Cucinano su fornelli di argilla.  Come regalo avevamo portato molta frutta e tonno in scatola, due alimenti inesistenti sull'isola e molto apprezzati.  L'indomani siamo saliti in cima dell'isola più grande, Amantani, per ammirare la vista sul lago e sulla Bolivia.

Ripartiamo per arriviare Cuzco, la più bella città del Perù. Visitiamo la magnifica Valle degli Inca, Ollantaytambo, Quoriquancha, Tambomachay, la gigantesca Pukara, la fortezza Inca di Sacsayhuaman fatta di immensi blocchi di pietra taglita con una precisione impressionante, il Tempio del Sole (uno dei tanti). La citta trasformata, dall'Inca PachaKutec,è molto bella e la sera le colline abitate che la circondano scintillano di mille luci.

Proseguiamo per la città Inca di Pisaq e il paese attuale di Pisaq dove si trova uno il più grande, più bello e migliore mercato artigianale del Peru: artigianato vario e molto bello, oggetti e gioielli d'argento, a poco prezzo mercanteggiando.

Ed eccoci al gran finale: partenza col trenino speciale per la cittadina di Aguas Caliente punto di partenza per la salita verso il Machu Picchu, la città persa degli Inca riscoperta meno di un secolo fa, affascinante, misteriosa, circondata da paesaggi incredibilmente belli. Abbiamo girato, visitato, esplorato la vecchia città per tutta la giornata.

Prima di rientrare abbiamo visitato le enormi saline di Maras disposte a terrazze sulla collina dove gli indigeni lavorano  ancora oggi in modo artigianale sotto un sole infernale: l'inferno  bianco !

Siamo rientrati a Bruxelles, stanchi, è vero, poiché in altitudine è molto faticoso camminare e scalare, ma super entusiasti.

ALBUM FOTO 1

ALBUM FOTO 2

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